2 luglio 2002

Scioglimento di una società di persone e assegnazione dell’azienda sociale
al socio superstite.

L’ Agenzia delle Entrate, con la circolare n.54/E del 19.6.02, risolve in
modo inatteso un problema veramente annoso che aveva sinora trovato nella
pratica soluzioni ben diverse da quella invece ivi prospettata.
Il quesito era ed è quello della tassabilità o meno, in capo ad una
società di persone, dell’assegnazione dell’azienda sociale all’unico socio
superstite che – a seguito del recesso, o dell’esclusione, o del decesso (e
conseguente esclusione/liquidazione dei suoi eredi) dell’altro socio – non
abbia voluto o potuto ricostituire la pluralità dei soci (nel termine
legale di sei mesi), ponendo perciò in liquidazione la società e
assegnando l’azienda a se stesso.
La soluzione più corretta poteva in effetti sembrare quella di considerare
l’assegnazione come un’autentica cessione onerosa dalla società al socio,
con la connessa tassabilità della plusvalenza in capo alla società e la
speculare deducibilità dei valori da parte dell’assegnatario.
Questa circolare, invece, fornisce – davvero sorprendentemente – tutt’altra
risposta, esprimendo “l’avviso che lo scioglimento della società di
persone a causa della mancata ricostituzione della pluralità dei soci non
dia luogo ad alcuna emersione di plusvalenza imponibile in relazione ai
beni oggetto dell’attività d’impresa a condizione che il socio superstite
continui l’attività sotto forma di ditta individuale e mantenga inalterati
i valori dei beni”.
Insomma, se una società tra farmacisti perde la pluralità dei soci, quello
superstite sembra ora poter procedere all’”autoassegnazione” della
farmacia (anche della sua titolarità, evidentemente), senza che la società
in liquidazione (che è come dire il socio superstite) debba pagare alcunché
per tale assegnazione (e, beninteso, senza che l’assegnatario possa
recuperare alcunché a titolo, ad esempio, di avviamento): la condizione che
la circolare pone è soltanto quella della continuazione dell’attività (da
parte del socio superstite) con gli stessi valori aziendali.

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