CONSULENZA DEL LAVORO

Il licenziamento del lavoratore negligente – QUESITO

Nella mia farmacia ho tre dipendenti con contratto a tempo indeterminato,
uno dei quali arriva spesso in ritardo sul luogo di lavoro e, da oltre un
mese, è assente ingiustificatamente.
Il rapporto con questo lavoratore si sta ovviamente ormai incrinando e
vorrei prendere provvedimenti drastici, ma ho molte perplessità sul
licenziamento, perché, a quanto mi risulta , il lavoratore subordinato é
tutelato in modo massiccio dallo Statuto dei lavoratori (il cui famoso
art. 18 è oggi così discusso…).

Secondo la L. 11/5/98 n. 108 e la L. 15/07/66 n. 604 il licenziamento può
essere attuato soltanto per “giustificato motivo” (con il preavviso),
ovvero per “giusta causa” (senza preavviso).
Nel Suo caso, esclusa comunque la “giusta causa” (tuttora di difficile
configurazione), si può rientrare nel “giustificato motivo” ove l’assenza
non sia stata davvero in nessun modo giustificata dal lavoratore (con un
certificato medico, ad esempio), al quale pertanto Lei potrebbe pure
intimare – in forma scritta – il licenziamento esplicitandone altresì, ove
richiesto dal lavoratore, i motivi che lo hanno determinato.
Proprio a questo proposito (nella fattispecie si trattava di un
lavoratore che aveva ingiustificatamente prolungato di tre giorni il
periodo di ferie), la Cassazione, con sentenza del 14.05.2002 n. 6974, ha
ritenuto legittimo il licenziamento, ravvisando un comportamento del
dipendente “contrario a fondamentali obblighi di diligenza, capace di
compromettere irreparabilmente la fiducia del datore di lavoro circa
l’esattezza delle future prestazioni lavorative, pur in assenza di
precedenti disciplinari”.
Quanto ai ritardi, invece, sono previste soltanto delle sanzioni pecuniarie
(multe per importi pari all’ammontare delle trattenute delle retribuzioni
relative alle ore di ritardo non lavorate), e, nei casi di recidiva oltre
la terza volta nell’anno solare, anche la sospensione dal lavoro e della
retribuzione; oltre la quinta volta, previa diffida in forma scritta, sarà
(teoricamente) possibile ricorrere al provvedimento di licenziamento.

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