18/06/2002 Il Fisco non può qualificare un contratto diversamente dalle
parti

Una recente decisione della Sez. trib. della Cassazione (n.5582 del
18/4/02) fornisce una massima di grandissima rilevanza: l’Amministrazione
finanziaria non può “riqualificare” un contratto tra privati,
assoggettandolo ad un trattamento diverso e meno favorevole rispetto a
quello applicabile sulla base della qualificazione negoziale esternata
dalle parti.
Manca, infatti, nel diritto positivo, precisa la Suprema Corte, una norma
che espressamente attribuisca al Fisco un potere del genere.
E però, aggiungiamo noi, questo non può valere, ad esempio, nel caso di un
contratto simulato (donazione che , poniamo, sottenda una vendita, o
viceversa), perché, per un principio generale del nostro ordinamento, la
simulazione è inopponibile (anche) all’Amministrazione.
Attenzione, dunque, a leggere correttamente una decisione come questa che,
tuttavia, resta in ogni caso molto importante.

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